Sotto piazza Emanuele Filiberto, in quella che un tempo era conosciuta come la “contrada delle ghiacciaie”, si nasconde un capitolo affascinante della storia cittadina. Qui si trovano infatti i resti delle ghiacciaie pubbliche, un tempo fondamentali per gli ambulanti di Porta Palazzo, che vi conservavano merci e alimenti.
In origine erano tre grandi ambienti, accessibili dai civici 13 e 15, collegati da suggestive rampe elicoidali che conducevano fino a quattro livelli sotterranei. Queste strutture compaiono già in una pianta della città del 1753, ma le loro origini potrebbero essere ancora più antiche: una mappa seicentesca dei bastioni, infatti, chiama il bastione corrispondente all’attuale piazza Emanuele Filiberto proprio “bastione delle ghiacciaie”. Segno che, già da secoli, la zona era tradizionalmente destinata a questo uso.
La produzione del ghiaccio avveniva poco distante, tra corso Regina Margherita e la Consolata, dove l’acqua della Dora veniva convogliata in depressioni naturali o artificiali attraverso un ingegnoso sistema di canali.
Con il tempo, però, le vecchie ghiacciaie caddero in rovina. Nel 1887, con la costruzione dell’ultimo tratto di via Sant’Agostino, si decise di trasferirle in via delle Orfane 32. Qui sorse un nuovo complesso di depositi sotterranei, articolati in grandi celle collegate da corridoi rettilinei che scendevano fino a 14 metri e mezzo di profondità sotto i cortili delle case della piazza. E non è tutto: nel 1952 vennero aggiunti altri due piani, ampliando ulteriormente la capacità di questi straordinari “frigoriferi” d’altri tempi.
Le Antiche Ghiacciaie di Porta Palazzo